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Valassina
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La mwegValassina (o mwewVallassina)cite-ref-1[1] è la valle entro cui scorre la prima parte del fiume mwgaLambro, situata nel mwgqTriangolo Lariano, cuore del mwgglago di Como, in mwgwprovincia di Como.
Contents
• La peste
• Note
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Geografia
La valle prende il nome dal paese di mwhgAsso, posto nel fondovalle, poco al di sopra della mwhwcascata della Vallategna, dove il torrente Foce si getta nel Lambro. L'importanza di Asso, oltre alla sua posizione, è data dall'essere stata a capo della mwiapieve rappresentativa della valle per tutto il Medioevo e fino al mwiqXX secolo, la mwigmwiwPieve di Val'Assina o mwjaPieve di San Giovanni Battista.
Il corpo principale della valle è quello posto in direzione nord-sud, attraversato direttamente dal Lambro in corso torrentizio, a partire dalla sorgente Menaresta, sita in comune di mwjgMagreglio, e giungendo, attraverso mwjwBarni e mwkaLasnigo, al borgo di Asso. A questo si uniscono mwkqCivenna, paese posto sul colmo della valle, in posizione sopraelevata rispetto alla sorgente, e i paesini che, separati dal corpo principale della valle dal monte Roncaglia, sono ospitati dal declivio che conduce al mwkgPian del Tivano, a ovest. Questi ultimi – ossia mwkwRezzago, mwlaCaglio e mwlqSormano – sono denominati collettivamente mwlgMonti di Sera per la loro posizione in direzione del tramonto. L'altra semivalle della Valassina è costituita dall'attuale comune di mwlwValbrona, attraversato dall'affluente Foce. Storicamente inoltre si include nel territorio valassinese la frazione mwmaOnno di mwmqOliveto Lario, posta al termine della Valbrona, sul mwmgLago di Como.
La cascata della Vallategna è un luogo fortemente simbolico perché, oltre a costituire l'inizio della valle, segna anche la fine della mwnaBrianza, regione per definizione collinare, che vede nell'abitato di mwnqCanzo, con gli altri paesi che furono della mwngCorte di Casale, il suo ultimo avamposto. Altri luoghi identificativi della Valle sono la chiesa della mwnwMadonna del Ghisallo, patrona dei ciclisti, posta esattamente al culmine della valle, a nord, prima della discesa per mwoaBellagio, punta del mwoqTriangolo Lariano, e il mwogSantuario di Campoè, nei Monti di Sera. Alle pendici dei Monti di Sera si trovano inoltre tre frazioni di Asso: Gemù, Mudronno e Brazzova. Un'altra frazione particolarmente rilevante è mwowVisino, che costituisce la parte del comune di Valbrona più prossima ad Asso.
La parte più settentrionale della valle è dominata dal mwpqMonte San Primo, vetta più alta del Triangolo Lariano, mentre due montagne di più modeste dimensioni, l'Oriolo e la cima di Megna, sovrastante Asso, si collocano al cuore della Valassina, separandone i due tronconi, quello del Lambro e quello di Valbrona. Tra Oriolo e Megna, alle spalle di mwpgLasnigo, è presente un'altra piccola valle, al cui termine si trova la località di Crezzo, posta sul confine fra i comuni di Barni e Valbrona. A sud del Pian del Tivano si collocano il monte mwpwPalanzone – altra significativa cima del Triangolo Lariano, che domina i mwqaMonti di Sera – e il mwqqBarzaghino, monte di confine tra mwqgRezzago e i paesi brianzoli di mwqwCanzo e mwraCaslino, mentre sul lato orientale appartiene alla Valassina il versante settentrionale dei mwrqCorni di Canzo.
La peste
La mwsapeste nera colpì la Valassina, che fino ad allora ne era stata preservata, nel 1361, quando, partendo da Milano, si estese a tutta la Lombardia. Non completamente domata, si sarebbe ripresentata dieci anni dopo, favorita da un'invasione di sorci e da una mwsqcarestia. Non esistono dati sicuri, ma ad Asso solo quattro case risultano preservate; in memoria venne sistemato un piccolo angelo, a ricordo di quello che segnò le case degli ebrei in Egitto.
episodio non chiaro: Pasqua ebraica? allora l'angelo non "segnò", ma "passò fra"
Durante il mwswXIV secolo la peste tornò in Brianza ed in Valassina nel mwta1384, e nel mwtq1385 per ben quattro anni. Si ripresentò poi nel mwtgXVI secolo, nel biennio mwtw1523-mwua24 e nel mwuq1549, particolarmente pesante in Lombardia (nel mwugducato di Milano le vittime furono 17.000). Le successive ondate del mwuw1574 e del mwva1576 sono considerate localmente meno estese e micidiali. I dati a disposizione sono peraltro pesanti, lasciando intuire quali stragi debbano aver fatto le precedenti: nel 1574 morirono ad mwvqAsso trenta persone in soli quattro mesi; nel 1576 il numero è lo stesso, ma in soli 49 giorni; a mwvgSormano i decessi furono 10 e ad mwvwOnno sette. La peste uccise, quindi, circa il 5% della popolazione, se è valido il dato per Asso di 600 residenti (nel mwwa1530 mwwqCarlo Mazza riporta che fossero 400).
Il ritorno della peste nel 1576, detta "mwwwpeste di San Carlo" fu da addebitare, secondo la tradizione, ad una ragazza dei Bonanomi di Asso, che ritrovò una collana di mwxacorallo, nascosta da una sorella morta di peste due anni prima, in un buco di un muro della propria abitazione.
Dalla peste fu preservata, ad eccezione di una ragazza, la famiglia Magnocavallo di Asso. Questa fece voto di girare ogni sera per le contrade a chiedere di recitare «un pater ed un Ave» per i defunti, voto ancora rispettato alla fine del mwxgXVIII secolo.
Nel mwya1630 i mwyqlanzichenecchi, discesi in Italia come truppe imperiali, sostarono ad mwygOnno e portarono con loro la mwywgrande peste. Ad Asso morirono 78 persone, a mwzaBarni 17, in un solo mese, dal 14 agosto allo stesso giorno di settembre.
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-vallassinamwawmwbaVallassina, in mwbqTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.